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Ridurre Comuni e Province per ridurre i costi

Perchè ridurre il numero dei comuni e delle province produrrà un enorme riduzione dei costi

Nella finanziaria “di emergenza” che si sta varando in questi giorni, non è stato dato sufficiente credito alla riduzione del numero dei Comuni e delle Province.

Da alcuni articoli che sono comparsi sui giornali, pare che il risparmio previsto da questa operazione sia molto bassa o nulla.

L’ipotesi che viene fatta è che aldilà di qualche risparmio per i gettoni di presenza da parte dei consiglieri non sia possibile ridurre i costi perchè le funzioni e il personale devono essere preservate e quindi la voce di costo dei dipendenti resterebbe invariata.

Pare che questa valutazione sia stata fatta anche dal Primo Ministro.

Qualche anno fa abbiamo fatto uno studio su un gruppo di comuni per valutare i vantaggi di un accorpamento e possiamo affermare con certezza che l’accorpamento può portare a risparmi enormi della spesa, non solo quella dei politici ed amministratori.

Senza mandare a casa nessuno

Non stiamo cercando di semplificare il problema tentando di applicare al pubblico i criteri che valgono nel privato. Tuttavia è necessario ricordare che le grandi aziende lo hanno capito ed infatti da ormai 20 anni hanno avviato un processo di accorpamento di funzioni amministrative e di controllo.

Però questo processo di razionalizzazione è stato applicato con successo anche in altri paesi.

Gli effetti nel medio periodo di una riduzione del numero dei comuni e delle province sarebbe straordinario, un risparmio che andrebbe dal 25 al 50% dei costi del personale: una cifra enorme!

Senza entrare nel dettaglio tecnico dell’analisi che abbiamo fatto ci sono alcuni principi che si possono comprendere molto facilmente.

Accorpamento comuni e province: i reali vantaggi

Allo stato attuale, un piccolo comune ha un organico non ottimizzato: poche persone sono costrette ad occuparsi di problemi molto diversi e non sempre sono adeguatamente preparate per risolverli tutti con la stessa professionalità. Spesso passano il proprio tempo saltando da un problema all’altro in modo inefficiente.

Questa inefficienza vale almeno il 15-20% della produttività di una persona.

Accorpando più comuni (o più province) si migliora l’organizzazione del lavoro del personale creando maggiore continuità e focalizzazione.

La continuità del lavoro produce maggiore specializzazione e valorizza la professionalità dei dipendenti pubblici.

L’accorpamento permetterebbe inoltre di aumentare la massa critica e investire la maggior produttività per creare innovazione dei servizi.

Nel 2011 ci sono ancora comuni che gestiscono alcuni procedimenti con i metodi di 60 anni fa: registri cartacei, archivi fatiscenti, nessun supporto informatico o quasi.

Quello che le banche hanno fatto con l’home banking sarebbe alla portata delle pubbliche amministrazioni locali ma non c’è nessuna spinta a razionalizzare.

Accorpando i comuni è possibile raccogliere le forze per intraprendere un cammino virtuoso verso una maggiore efficienza ed un migliore servizio al cittadino.

Attraverso l’accorpamento dei comuni e delle province ed impostando un piano che preveda la naturale diminuzione del personale per effetto dei pensionamenti, sarebbe possibile nel giro di 10 anni, ridurre drasticamente il costo della macchina pubblica migliorando al tempo stesso il servizio al cittadino.

Scritto da Fabio Rossi per: consulenza pubblica amministrazione, accorpamento comuni, accorpamento province e comuni, accorpamento province, organizzazione risorse umane, riduzione costi politica, razionalizzaizone costi Enti Pubblici, consulenza enti pubblici, consulenza accorpamento comuni, consulenza accorpamento province

 

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